Centro Studi Naturopatici

Per consulenze o per conoscere le attività del centro consultare la Homepage dello Studio: www.centrostudinaturopatici.it e
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sabato 30 gennaio 2016

Trasferimento del Centro Studi Naturopatici

Comunico che dal primo febbraio il Centro Studi Naturopatici è trasferito nella sede storica in Via Lora di Sopra 79/a a Novale di Valdagno. Anche la farmacia di riferimento cambia perché inizierò una nuova collaborazione di lavoro presso la farmacia del Dr. Dall'ara Paolo in via Fabio Filzi 12 a San Quirico di Valdagno. Pertanto i consigli per la gestione dei bambini ,utilizzando rimedi naturali e omeopatici, verranno gestiti presso questa farmacia a partire dal primo marzo. Il servizio whatsapp dato finora gratuitamente dal Centro studi Naturopatici per consigli alle mamme in merito alle patologie stagionali dei bambini rimane tale previa iniziale iscrizione presso la farmacia di San Quirico. Questa decisione è stata presa perché mi capita troppo spesso di dare consigli a persone che non conosco o per bambini che non vedo da troppo tempo. Pertanto chi intende aderire all'iniziativa è pregato di recarsi in farmacia con il bambino o i bambini perché in quell'occasione verrà redata una scheda costituzionale del bambino in modo da gestire al meglio le sue problematiche di salute. Per coerenza a partire da aprile non darò risposta a richiesta whatsapp inerenti a bambini non iscritti al servizio e inviterò l'interessato a recarsi presso la farmacia con il bambino per il colloquio diatesico costituzionale. Invito inoltre quanti interessati a cliccare mi piace ( e invitare gli amici a farlo ) sulla pagina Facebook denominata Centro Studi Naturopatici che diventa di fatto la Comunity di tutte le persone interessate alle attività dello studio o per quanti sono interessati ad approfondire tematiche legate al benessere naturale. L'intento è quello di aprire un canale facile e acessibile a tutti in cui ogni persona può porre quesiti di interesse generale a cui io cercherò di dare una risposta aprendo di fatto un dibattito su tematiche che potrebbero interessare a tutti. Ringrazio fin da ora tutti coloro che vorranno ancora condividere con me questo nuovo percorso.

domenica 24 gennaio 2016

Troppo Zucchero non addolcisce il cervello

Riporto con piacere questo articolo uscito su farmacia news che ritengo utile divulgare. Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma hanno evidenziato che un eccessivo e prolungato consumo di zuccheri, una dieta squilibrata o il diabete possono alterare le performance del nostro cervello. Infatti la presenza di concentrazioni elevate di zucchero simili a quelle che possono verificarsi in caso di diabete le cellule staminali del cervello, fondamentali per i processi di apprendimento e memoria nonché per la riparazione dei danni cerebrali, non riescono più a riprodursi e, quindi, a garantire il necessario ricambio di neuroni nell'ippocampo, centro nevralgico della formazione dei ricordi. Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma hanno evidenziato che un eccessivo e prolungato consumo di zuccheri, una dieta squilibrata o il diabete possono alterare le performance del nostro cervello. Infatti la presenza di concentrazioni elevate di zucchero simili a quelle che possono verificarsi in caso di diabete le cellule staminali del cervello, fondamentali per i processi di apprendimento e memoria nonché per la riparazione dei danni cerebrali, non riescono più a riprodursi e, quindi, a garantire il necessario ricambio di neuroni nell'ippocampo, centro nevralgico della formazione dei ricordi. In un lavoro pubblicato la settimana scorsa sulla rivista Cell Reports, i ricercatori hanno inoltre osservato che nel cervello di animali sottoposti restrizione calorica (dieta ipocalorica comparabile a una dieta di circa 1500 calorie al giorno) aumenta il numero di cellule staminali cerebrali. Le cellule staminali neurali sono fondamentali per il mantenimento nel tempo delle funzioni cerebrali, e un loro difetto di numero e/o di funzione è oggi considerato tra le cause del declino cognitivo nell’anziano. Lo studio, svolto dai gruppi di ricerca di Giovambattista Pani (Patologia Generale) e di Claudio Grassi (Fisiologia Umana), in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Fisica, mostra che un eccesso di glucosio (come quello che, per esempio, si genera nel diabete) compromette la funzione di tali cellule, riducendo la loro capacità di moltiplicarsi. La ricerca svela dunque uno dei motivi per cui, come oggi largamente riconosciuto dalla comunità scientifica, una dieta scorretta e troppo ricca di zuccheri deteriora le performance cognitive. Ma lasciamo parlare chi direttamente ha svolto la ricerca : “Abbiano inizialmente esaminato - spiega Pani, ideatore dello studio - cosa avviene in provetta quando le cellule staminali neurali sono esposte a un eccesso di zucchero. Ebbene questa condizione sembra impedire alle staminali - normalmente presenti nell’ippocampo, sede della memoria - di autorinnovarsi. In sostanza, un eccesso di zucchero brucerebbe le riserve cellulari che servono al cervello per produrre nuovi neuroni. Quindi, temiamo che chi consuma troppo zucchero presenti una minore rigenerazione neurale con un conseguente impatto negativo sulle performance cognitive”. Partendo da tale osservazione il lavoro ha esplorato nel dettaglio il meccanismo molecolare che sta alla base dell’effetto del glucosio sulle cellule staminali, rivelando un complesso sistema di “percezione dei nutrienti”, che coinvolge due molecole note ai neuroscienziati: il fattore di trascrizione CREB e la Sirtuina 1, quest’ultima conosciuta per i suoi effetti sulla longevità. Infine il team di ricercatori, tra cui Salvatore Fusco e Lucia Leone, ha cercato di confermare le osservazioni compiute in provetta in animali da esperimento mantenuti in regime di restrizione calorica (dieta ipocalorica) per un periodo di tempo di circa quattro settimane. In accordo con i risultati ottenuti in vitro, si è osservato che le cellule staminali nell’ippocampo di questi animali sono più numerose (indice di un più efficace autorinnovamento) rispetto a quelle presenti nel cervello di animali nutriti senza alcuna restrizione. È peraltro noto da tempo come la restrizione calorica migliori le performance cognitive dell’animale, anche se i meccanismi cellulari e molecolari che sono alla base di tale fenomeno sono rimasti per molto tempo ignoti. “Il nostro lavoro - conclude Grassi - ha svelato un nuovo meccanismo di regolazione delle cellule staminali cerebrali che, probabilmente, rappresenta un meccanismo generale di controllo del compartimento staminale in risposta a diversi stimoli. Le vie molecolari da noi individuate potrebbero essere bersaglio di interventi nutrizionali e farmacologici volti a preservare e potenziare questa importante «riserva cellulare» presente nel nostro cervello, soprattutto nel corso dell’invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative.”

giovedì 21 gennaio 2016

Quando l'acqua fresca risolve i problemi

C’è in questo ultimo periodo un notevole dibattito omeopatia si omeopatia no riacutizzato dalla recente uscita del libro del Professor Silvio Garattini intitolato “E’ acqua fresca” di denuncia della mancanza di efficacia di questa forma di terapia e di denuncia di tutti coloro, medici, farmacisti e chi più ne ha più ne metta, che utilizzano consigliano o prescrivono i rimedi omeopatici. Paradossalmente nello stesso periodo è uscito un altro libro del Dr. Giovanni Gorga Amministratore di Guna Italia , “Elogio dell’omeopatia” che di fatto confuta le tesi sostenute dal Professor Garattini. Ma al di là di tutte le considerazioni scientifiche che si possono fare sull’argomento restano indelebili le esperienze di ogni giorno di chi l’omeopatia la consiglia, la assume e la prescrive. Tanto per citare un caso interessante, tra i molti citabili, riporto il caso di un bambino di 5 anni Matteo trattato per tre mesi dal suo dermatologo per delle verruche piane al viso senza nessun risultato apprezzabile se non una estensione delle stesse dal mento sede di infezione iniziale a tutto il viso compresa la zona perioculare. Come quasi tutti gli altri tipi di verruche, anche quelle piane sono causate dall’azione del virus papilloma umano, conosciuto anche con la sigla HPV. Solitamente, le verruche piane vengono trasmesse sia indirettamente che direttamente a seguito di un contatto con una fonte affetta dal virus. Può anche succedere che l’HPV entri a contatto con una persona a seguito dell’utilizzo di un oggetto in comune con un individuo che ha le verruche piane, come può essere una maglietta, un asciugamano, un paio di guanti. Che le verruche piane siano una rogna è risaputo anche perché sono terribilmente contagiose, e possono moltiplicarsi includendo gambe, braccia o qualsiasi altra parte del corpo. Dopo tre mesi di terapia e un abbondante esborso economico il dermatologo dichiarare di non poter più fare nulla dato che ora le verruche sono anche in zone non trattabili mediante cauterizzazione. Il bambino in questione si presenta a settembre in queste condizioni:
Dopo l’utilizzo di soli rimedi omeopatici e senza agire direttamente sulla pelle tramite creme o altro a novembre la situazione è questa:
Meditate gente.... meditate NB: il nome del bambino è un nome di fantasia e la madre ha dato il consenso all'utilizzo delle immagini